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SORA-FROSINONE:
INAUGURATO IL CANTIERE
«Sei
chilometri decisivi per snellire il traffico»
Storace: «Ora
qualcuno non ha più alibi». Entro fine 2004 partirà anche
l’ultimo tratto
Un palco, un tendone bianco a
cuspidi, la mostra delle tavole del progetto e sotto ai piedi
l’asfalto della Sora Frosinone nel punto dove da decenni si era
fermata la superstrada. E’ lì. dove i lavori sono ripresi in
questi giorni, che ieri il governatore Francesco Storace ha
inaugurato il cantiere di quello che in gergo tecnico viene
definito il ”quinto lotto - primo stralcio funzionale”, ovvero
il tratto che si estende tra lo svincolo Castelmassimo e quello
sulla Santa Cecilia, sei chilometri che consentiranno alla
superstrada di oltrepassare Frosinone e di avvicinarsi alla
Casilina verso Ferentino.
L’investimento complessivo è di 35 milioni di euro per questo
primo stralcio dei lavori. Altri 48,6 milioni di euro sono
destinati al secondo, 27 dei quali per i soli lavori.
«Sono sei chilometri assolutamente decisivi per lo snellimento
del traffico - spiega Storace - perchè permetteranno lo
scavalcamento del nodo di Frosinone e di quell’imbuto che è
oramai diventata la statale dei Monti Lepini». Il presidente
della Regione ha aggiunto che «con il superamento del nodo della
Monti Lepini, non ci saranno più alibi per alcuno per mettere
finalmente mano all’adeguamento di quella strada, necessaria per
lo sviluppo di una città come Frosinone». Il riferimento è alla
polemica con il sindaco Marzi sull’adeguamento della 156, visto
che il sindaco ha dichiarato che lì i lavori partiranno quando
la Sora Frosinone sarà completata. La Sora Frosinone, invece,
doveva andare in appalto già sotto la Giunta Badaloni, ma l’iter
fu bloccato perché mancava l’ok del ministero sulla valutazione
di impatto ambientale. «Invece siamo arrivati noi, ma il primo
anno, sotto il Governo Amato è stato infernale», ricorda
Storace. Adeguare il progetto alle prescrizioni del ministero e
del Cipe non è stato facile. «Abbiamo dovuto verificare che non
vi fossero rischi di sink hole (le voragini che si aprono in
corrispondenza di cavità sotterranee, ndr) - spiega l’ingegnere
Bernardo Fabrizio, dirigente del settore Lavori Pubblici della
Regione - Il tracciato non è cambiato rispetto al progetto
originale ma abbiamo dovuto abbassare il livello del viadotto
sul fiume Cosa e creare una galleria artificiale così che quel
viadotto si vedrà appena».
«E’ un’arteria concepita in maniera moderna e rispondente non
solo agli attuali volumi di traffico, ma soprattutto agli
standard di sicurezza e di rispetto ambientale che ci vengono
opportunamente sollecitati anche dall’Unione Europea continua
Storace - Una strada a scorrimento veloce, a quattro corsie, per
una larghezza complessiva pavimentata di oltre 23 metri, e
caratterizzata da opere rilevanti, tra viadotti, sottovia,
cavalcavia e perfino una galleria artificiale, in località San
Mattia». Novità però anche per il vecchio tratto: «Non volevamo
una superstrada a due velocità, con un tratto nuovo, moderno e
sicuro, e un tratto vecchio, usurato e pericoloso, abbiamo
previsto anche una serie di interventi sul tratto già in
funzione della superstrada, da qui a Sora». «Sono opere
”mitigative” - spiega l’ingegner Fabrizio - per sei milioni di
euro, soprattutto barriere antirumore e nuovi alberi».
IL
MESSAGGERO - 03/02/2004
VITTORIO
BUONGIORNO |